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(...) Alcune volte, e per un
insieme di ragioni molto complesse, capita che la sensibilità di un
artista e di uno scienziato si incontrino e si sovrappongano perfettamente
ignorando l’uno l’esistenza dell’altro. E’ questo il frutto di una
intuizione comune che pur partendo da presupposti diversi per fini
diversi, si nutre degli stessi germi culturali e arriva infine allo stesso
risultato.
E’ il caso ad esempio della scultura "Piastra INOX" realizzata
da Pierelli nel 1965 e che coincide perfettamente nella forma con la
superficie di equilibrio della catastrofe elementare nota col nome di
"Catastrofe a cuspide". Ma a
quell’epoca la teoria
delle catastrofi di Renè Thom non era
ancora nata. Nascerà poco dopo (1967-1968), e dopo ancora le innumerevoli applicazioni della teoria
ai più svariati campi delle scienze umane, naturali e fisiche.
Ed è interessante notare come il modello di catastrofe che più diffusamente ricorre nelle applicazioni,
sia proprio quello a "cuspide" quello cioè creato da Pierelli. Forse l’artista
cercando effetti di riflessione particolari che riuscissero a decomporre l’immagine del soggetto è
arrivato a questa "catastrofe" per vie sue, per sue intuizioni.
Le superfici speculari di Pierelli hanno per lo più lo scopo di deformare
l'immagine riflessa in modo non regolare ponendo noi stessi dentro questo
specchio, ritroviamo un'immagine di noi spezzata, contorta,
incomprensibile, sempre nuova e piena di suggestioni psicologiche sul
nostro senso di noi stessi. L'effetto è ottenuto con delle superfici
speculari che hanno, in senso matematico, delle singolarità. sono loro,
le singolarità responsabili di questo sgretolamento e assorbimento
dell'immagine. Così l'artista seguendo la propria strada, la propria
ricerca, il proprio gusto estetico, è entrato nell'universo delle
singolarità. Per altre strade e per altri scopi, in altro modo il
matematico li l'ha incontrato.
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