Chiesa della Madonna del Rosario


"L'Angelo mi trasportò in spirito sopra un monte grande e alto. E mi mostrò la Città Santa, Gerusalemme, che scendeva dal Cielo da presso Dio, avendo in sé la gloria di Dio. Il suo splendore era simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino...La città era quadrangolare, e la sua lunghezza equivaleva alla sua larghezza. Egli misurò la città con la canna, e risultò di dodicimila stadi; la lunghezza la larghezza e l'altezza erano uguali. Le sue mura erano costruite in diaspro, e la città era di oro puro, simile a vetro puro."

< Ap.21,10 - 11.16.18 >


::..Il nuovo spazio in un edificio di culto cristiano..::

La scoperta delle leggi prospettiche è stato un evento straordinario nella nostra storia.
Da queste leggi sono derivate, nei secoli successivi, fondamentali innovazioni conoscitive per la cultura artistica, scientifica, sociale ed anche religiosa.
Ai nostri giorni, le leggi della geometria iperspaziale, contengono, per il futuro, le stesse potenzialità che ebbero quelle prospettiche del rinascimento ma con dimensioni più vaste.
Ho avuto la fortuna di realizzare e dimostrare, tramite le mie opere, le nuove dimensioni geometriche: iperspazi, superfici estremali, nodi, teoria delle catastrofi, teoria della gravitazione riferita ai buchi neri, principio di singolarità, ecc.ecc.
Queste dimensioni, sono certo, avranno gli stessi effetti sulla conoscenza generale di quelli derivati dalla prospettiva rinascimentale.
Con la costruzione del modello per la chiesa ispirata alla quarta dimensione geometrica, ho fatto una proposta di unificazione, tramite l'arte, tra le religioni e la scienza.
Spero ardentemente che il nuovo simbolo possa diventare luogo di incontro, tra coloro che sanno, su queste profonde necessità umane.


::..Continuità tipologica con gli edifici di culto cristiani..::

A partire dalla pace costantiniana (313) gli edifici cultuali cristiani assumono due fondamentali forme strutturali: il sistema basilicale e il sistema centrale. Al primo appartengono le costruzioni simmetricamente rapportate ad un asse longitudinale mediano; al secondo quelle organizzate intorno ad una asse verticale e quindi a pianta circolare, poligonale, quadrata o a croce greca, 
caratterizzati dalla presenza di un ampio ambiente centrale.
In forme semplici e geometriche, il modello della chiesa di Pierelli riprende, elaborandolo, il tema della pianta centrale a croce greca (forma perfetta per gli architetti del rinascimento). Lo schema cruciforme, che tradizionalmente ha sviluppo longitudinale e che pertanto è visibile soltanto dall'alto, nella proposta di Pierelli assume anche sviluppo verticale. 
A motivo di questa scelta, e grazie al concorso delle superfici riflettenti della forma geometrica non euclidea in cui l'edificio è inserito (un "ipercubo" nelle cui facce lo spazio si dilata all'infinito), il simbolo del cristianesimo, con le sue valenze simboliche, rimane sempre visibile, da qualsiasi punto si osservi il prospetto della chiesa.
La scelta della verticalità consente altresì di creare più spazi assembleari, con soluzioni analoghe a quelle adottate dagli architetti nelle antiche chiese. Su un primo livello è possibile collocare una cappella inferiore, quadrata, quasi una cripta; al livello superiore, quello dei bracci orizzontali della croce greca per intenderci, una cappella più grande e luminosa. 
Non sarà superfluo ricordare che tale articolazione ottempera anche alle norme sull'adeguamento liturgico delle chiese, norme che, tra l'altro, prevedono la costruzione di edifici sacri in cui l'aula cultuale principale sia affiancata da una cappella feriale destinata alle celebrazioni con pochi fedeli o al culto della Eucarestia.

Il modello di chiesa dello scultore Pierelli rivolge la propria attenzione verso gli edifici sacri del passato mirando a un loro recupero culturale. Il nuovo si innesta sul tradizionale, il futuro si fa presente dialogando con il passato. In data 26.2.98, la commissione Artistico-Culturale del Grande Giubileo del 2000 ha giudicato valido come ricerca di architettura il progetto di Pierelli, auspicando che esso possa trovare realizzazione.

< Don Ugo Falesiedi >
Responsabile Beni Culturali Arte Sacra Diocesi di Viterbo

 




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