La ricerca interdisciplinare, volta ad
approfondire la conoscenza, è uno degli eventi più
significativi dei nostri giorni. Quando in essa convergono arte e scienza i rapporti che ne intercorrono
sono particolarmente importanti.
Da anni Pierelli lavora su questo tema, collaborando con alcuni tra i
più validi ricercatori scientifici.
Ne sono testimonianza sue opere quali:
Piastra Inox
(o superficie a cuspide) del 1965. La cui struttura
verte sulla singolarità, si ritroverà poco dopo il '65 tra i modelli
geometrici della teoria delle catastrofi di Renè Thom;
Ipercubo
dello spazio quadrimensionale, realizzato nel 1974 in
collaborazione con Giuseppe Arcidiacono ed esposto alla galleria
dell'Obelisco in occasione della mostra De Mathematica;
Nodi, sculture topologiche, superfici estremali, sono stati
realizzati in collaborazione con Franco Ghione ed esposti alla triennale
di Milano nel 1986;
T.E.S.T.(Trascinamento di Eventi Spazio-Temporali), del 1985/86,
esposta alla 42° Biennale di Venezia, sul tema "Arte e
Scienza" destinata alla galleria d'arte moderna di Roma; in questo
caso l'artista ha rielaborato la forma della scultura ispirandosi ai
buchi neri (black holes) teorizzati e scoperti dall'astrofisico Remo
Ruffini negli Stati Uniti, rappresentati secondo un modello ottenuto al
computer insieme ai suoi collaboratori all'università di Roma.
Ed altre opere ancora.
Partendo dall'esperienza del suo lavoro Pierelli si è fatto promotore di
un nuovo movimento artistico il
DIMENSIONALISMO
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il
DIMENSIONALISMO
mira a riannodare i fili di un comune discorso di
conoscenza, iniziato nelle cattedrali gotiche ed esploso in Italia nel
'400;
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il
DIMENSIONALISMO
è un movimento intellettuale artistico che intende superare la
barriera delle tre dimensioni dello spazio; a tale scopo, si propone
di avviare una revisione dei principi e della metodologia dell'arte;
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l'artista del nuovo
corso è principalmente un Uomo di pensiero che indaga gli
spazi con dimensioni maggiori alla terza. Nelle sue realizzazioni egli
opera, come ogni artista, tramite l'intuizione, ma si vale
anche di strumenti matematici e della scienza in generale;
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finché l'uomo è stato
ancorato all'esplorazione dello spazio tridimensionale come unica ed
esclusiva realtà esistente, non ha avuto alcuna necessità di
definire, o ri-definire, il termine dimensione;
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il pensiero DIMENSIONALISTA,
scoprendo e percorrendo mentalmente gli iperspazi, e approfondendo le
proprietà topologiche delle figure geometriche, ha inevitabilmente
ampliato il concetto di dimensione, conferendogli una valenza
superiore, fino a farlo diventare un fenomeno nuovo, differente da
quello identificato col termine tridimensionale: nel senso che
ogni iperspazio ha proprie caratteristiche specifiche, diverse sia da
quello precedente che da quello successivo;
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la conoscenza, o
visione del mondo ( spesso impropriamente sintetizzata o confusa con
la parola scienza) come chiave evolutiva dell'umanità, è alla base
del programma DIMENSIONALISTA e vi svolge un ruolo
propulsivo insostituibile;
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nell'Umanesimo e nel
Rinascimento la conoscenza si sviluppò in gran parte
attraverso l'arte. Le prime importanti scoperte sia scientifiche che
estetiche, vennero compiute dagli artisti; corona questo periodo
Leonardo, che tracciò indelebilmente la via che nel futuro gli
artisti "avrebbero dovuto" seguire per fondere
sapientemente, e consapevolmente, l'analisi conoscitivo-scientifica
con l'emozionalità e l'intuizione artistica.
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