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Il Museo Pierelli di
sculture iperspaziali nasce nel 1991, quando lo scultore acquista e
destina a tal fine il piano terra di un antico palazzo del ‘500 nel
paese di Bomarzo, in provincia di Viterbo. L’edificio era adibito in
passato all’uso di imbottamento e stagionatura del tabacco coltivato
nella sottostante valle del Tevere.
Il piano dedicato al Museo – che
è adiacente al laboratorio dove Pierelli realizza le sue opere - ha uno
sviluppo di circa 400mq, in un unico grande ambiente scandito da dieci
duplici arcate nel senso della lunghezza. Davanti all’ingresso una
superficie analoga è occupata da un giardino, che ospita anch’esso
sculture di grandi dimensioni.
Il museo nasce dall’esigenza di
raccogliere in un unico ambiente tutte le opere più significative per
comprendere il percorso di ricerca estetica di Pierelli. Le opere, un
centinaio in tutto, sono sistemate così da rivisitare idealmente il
processo di continua scoperta dei valori estetici intrinseci alle teorie
scientifiche più avanzate, processo nel quale talvolta,
inconsapevolmente, Pierelli si è trovato ad anticipare, con intuizioni
artistiche e concrete opere d’arte, teorie, teoremi e avvenimenti che
la scienza avrebbe definito soltanto in seguito. Nel caso particolare di
un’opera (il progetto di edificio ecclesiale ispirato all’iperspazio)
solo dopo la realizzazione del modello, lo scultore ha scoperto la
rispondenza della sua intuizione nel testo dell’Apocalisse di Giovanni
là dove si descrive la nuova Gerusalemme.Il museo è completato dall’archivio
che contiene tutti i dati dell’attivita’ artistica dello scultore,
da schede sulle opere, da bibliografie e pubblicazioni varie. Per la sua
particolarità di rappresentare, salvo eccezioni minori, l’intero
percorso estetico di un autore, il museo è stato impiegato con successo
dall’università della Tuscia di Viterbo prima e dall’università La
Sapienza di Roma come museo laboratorio delle arti contemporanee e per
seminari di tecnica museale.
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